GRAVEL CON BICI ENDURANCE
Quando il confine tra asfalto e sterrato svanisce
Endugravel
Chi l’ha detto che per fare gravel servono per forza bici specifiche? Dopo mesi di test e migliaia di chilometri sulle strade bianche toscane, posso dirvi che una bici endurance ben equipaggiata può essere la vostra fedele compagna anche sullo sterrato. Ma attenzione: non sto parlando di single track tecnici o discese da mountain bike – parliamo di quel meraviglioso mondo di strade bianche che rendono unica la nostra Toscana.
Il segreto è nella clearance
La vera magia delle moderne bici endurance sta nella loro versatilità. Con una clearance che permette di montare gomme fino a 35-38mm, questi mezzi si trasformano in perfette tuttostrada. È proprio questa caratteristica che apre un mondo di possibilità: potete passare da un’uscita veloce su asfalto a un’avventura sulle strade bianche semplicemente cambiando le gomme.
L’ho vissuto sulla mia pelle in diverse occasioni, ma soprattutto nell’ultimo viaggio in Sardegna quest’inverno. Dopo un taglio al copertone, mi sono trovato ad affrontare strade accidentate montando un Pirelli Cinturato 700×35 sulla Trek Domane. È stata la scelta azzeccata: mi ha permesso di continuare il viaggio e attraversare le strade dissestate senza problemi, concedendomi la libertà di lasciare l’asfalto per iniziare l’avventura in fuoristrada.
Un qualcosa di simile mi è capitato anche all’ultima North Cape 4000 dove, dopo il secondo taglio di un copertone da strada, ho optato alla fine per montare un copertone gravel da 35 sulla Giant Defy. Una gomma larga la preferisco anche quando non faccio necessariamente gravel, ma mi trovo in regioni dove l’asfalto non è dei migliori – in Italia, sappiamo che questo avviene nella maggior parte dei casi.
Tecnologia al servizio del comfort
Quello che rende davvero speciali le moderne bici endurance è la loro capacità di assorbire le vibrazioni. Non stiamo parlando di semplici telai elastici, ma di veri e propri sistemi ingegnerizzati per il comfort. Il sistema IsoSpeed della Trek, ad esempio, è una vera rivoluzione: permette al tubo sella di flettere indipendentemente dal telaio, assorbendo gli urti senza compromettere l’efficienza della pedalata.
La Giant, con il suo sistema D-Fuse, ha preso una strada diversa ma altrettanto efficace. Il reggisella a “D” e il manubrio specifico lavorano in simbiosi per filtrare le vibrazioni prima che raggiungano il ciclista. L’ho testato personalmente sulla Defy, e la differenza si sente eccome, soprattutto dopo diverse ore in sella sulle strade bianche. Questi sistemi di assorbimento, nati per il comfort su strada, si rivelano preziosi alleati quando si affronta lo sterrato. Non sostituiscono una vera gravel bike, ma creano un ponte tecnologico che rende le endurance sorprendentemente capaci fuori dall’asfalto.
L'eredità dell'eroica
C’è qualcosa che ho imparato pedalando con le bici d’epoca durante l’Eroica: non serve una bici specializzata per godersi lo sterrato. Ricordo ancora la mia prima Eroica, quando montavo un copertone da 25 e scendevamo per discese sterrate ripide con i freni tradizionali. Quanto erano eroi i nostri antenati ad affrontare con quei mezzi le strade che allora non conoscevano asfalto! Dopo aver preso dimestichezza in vari eventi con biciclette d’epoca e vintage, andare con una bicicletta moderna offre numerosi vantaggi, soprattutto per quanto riguarda la frenata. È ovvio che serve una tecnica di guida ibrida, un po’ da strada un po’ da fuoristrada, e saper leggere il terreno nella maniera migliore.
Velocità e comfort: un compromesso vincente
Montando un copertone da 35 o 38mm su una endurance, si ottiene il perfetto compromesso tra velocità e comfort. Certo, non avrete la stessa sicurezza di una gravel bike su terreni molto sconnessi, ma sulle classiche strade bianche toscane? La differenza la fa più la tecnica del mezzo.
La scelta delle gomme: un elemento cruciale
La vera chiave per trasformare la vostra endurance in una macchina da strade bianche sta nella scelta delle gomme. Un copertone da 35mm con un battistrada intermedio può fare miracoli. Vi permetterà di mantenere una buona velocità sull’asfalto senza sacrificare il grip sullo sterrato.
Un consiglio che do sempre è quello di fare delle prove sul passaggio gomma. Sebbene alcuni costruttori indichino una certa dimensione delle gomme, è sempre meglio fare una doppia verifica e assicurarsi che ci sia comunque un po’ di luce tra telaio e copertone. Lo dico per esperienza: quando il fango diventa appiccicoso – e vi confesso che mi è successo numerose volte – non vorrete certo rimanere impantanati nel mezzo del nulla!
Quando la endurance diventa gravel
Il bello di usare una endurance per il gravel è che non dovete scegliere: potete iniziare la vostra uscita su asfalto, deviare su qualche strada bianca, e tornare sulla strada principale senza mai sentirvi fuori posto. È questa versatilità che rende queste bici così speciali.
Alcuni consigli pratici:
- Scegliete gomme con un battistrada intermedio
- Mantenete pressioni leggermente più basse dello standard strada
- Iniziate con sterrati facili per prendere confidenza
- Sfruttate le tecnologie di assorbimento delle vibrazioni della vostra endurance
- Controllate regolarmente il telaio dopo le uscite più impegnative
- Investite in una buona nastrazione del manubrio per maggior comfort
Conclusione
Le moderne bici endurance hanno davvero poco da invidiare alle loro cugine gravel quando si tratta di affrontare le strade bianche toscane. Con la giusta configurazione e un po’ di tecnica, possono regalarvi esperienze incredibili sia su asfalto che sterrato. La chiave sta nel capire i limiti del mezzo e rispettarli, senza pretendere di trasformare una endurance in una mountain bike.
PS: State sintonizzati, perché presto vi racconterò la mia esperienza con la nuova Trek Domane, una bici che sta ridefinendo il concetto stesso di versatilità su due ruote. E credetemi, c’è molto da dire
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